mercoledì 25 gennaio 2017

Il tesoro della mattonella

Mia nonna Maria viveva in una casa con soffitti alti e grandi finestre, sole due stanze con bagno e cucina esterni, su un balcone trasformato in veranda. La casa era vecchia, su un borgo antico, ma curata e ben tenuta, si respirava amore per le persone e per gli oggetti che c'erano dentro, e ogni cosa aveva una sua storia.
Il pavimento era di quelli a macchie, piastrella beige con punti più o meno grandi quanto lenticchie di colori tra il marrone e il nero.

il tesoro della amttonella - fiaba bimbi

Tra il balcone e la camera da letto, c'era una mattonella speciale. In mezzo alle varie lenticchie di quella piastrella magica, ce n'era una in vetro attraverso la quale si poteva vedere qualcosa di non ben definito, e le cose non ben definite, quando si è piccoli, spalancano le porte alla fantasia.
Quando notai la mattonella con la lenticchia di vetro creai la mia prima storia, la mia piccola fiaba che raccontavo alle cugine chiamate a raccolta a fissare quel pezzetto incantato.

E mentre tre bimbe fissavano il pavimento, narravo che sotto a quel vetrino si nascondeva un tesoro. Un tesoro celato da chi abitava la casa prima di mia mamma e le sue sorelle, prima di mia nonna e prima ancora a chissà quanti altri.
Mi ero così convinta che la mia storia potesse essere vera, nonostante l'abbia inventata io, che provai più volte con l'aiuto delle mie cugine a rompere quel vetrino per tirar fuori lo scrigno segreto.

Il tesoro della mattonella è stato indubbiamente uno dei miei giochi preferiti da bambina di cui ho un vivido ricordo, eppure non era nulla se non pura fantasia, storia e immaginazione.

Oggi c'è Leo e anche lui inizia ad avere i suoi giochi speciali. Tra decine di giochini elettronici, luminosi, pupazzi parlanti e sonaglini, nulla può superare la sua fantasia. I giochi che si sceglie sono semplici, e non sono per niente giochi. Un involucro vuoto di una merendina che stringendola tra le mani fa una musica bellissima. O la busta dei dischetti di cotone sul fasciatoio che tenta di tirar giù e di afferrare.
Se non avessi la possibilità di comprargli dei giochi veri sono certa che il mio bimbo neanche se ne accorgerebbe perchè per lui è tutto gioco e scoperta. Il mondo è totalmente nuovo ai suoi occhi e ogni cosa ha il suo mistero, il suo fascino.

Puoi comprargli qualsiasi cosa, anche il giocattolo più bello, ma i giochini preferiti saranno sempre i più impensabili e rigorosamente scelti da lui.

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Chi sono

Sabrina

Elaboro le emozioni mettendole nero su bianco e lo faccio da quando a nove anni mi fu regalato il primo diario segreto. Ho spostato i miei pensieri dalla carta al web e nel 2005 ho creato il primo blog. Mamma da luglio 2016 di Leonardo, un ometto puzzoloso. Sabrina.

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