mercoledì 28 giugno 2017

28.6.17

11 mesi di noi - mamma e bebè


Oggi sono 11 mesi di te, amore mio. 11 mesi di me mamma, 11 mesi di noi famiglia.
Il tuo primo compleanno si avvicina e io in questi giorni sto ripensando frequentemente al nostro primo incontro, alle nostre prime settimane insieme, a quanto siano state emozionanti ma soprattutto difficili.

Ricordo un te microscopico, delicato, tenero, fragile e ti guardo ora, sei diventato un piccolo ometto forte, vivace, curioso, bellissimo. Un gigante rispetto alla nascita. Quanto sei cresciuto in soli 11 mesi!
Ricordo una me emozionata, fragile, spaventata, travolta da quello che stava capitando, dalla nuova vita, la mia e la tua.

Le emozioni legate ai primi giorni insieme sono soprattutto negative. La gioia di averti finalmente tra le mie braccia era spazzata via da un carico di stress messo da chi ci stava intorno. Ripensando ai primi tempi non faccio altro che rimuginare sugli errori fatti, primo fra tutti non ascoltare me stessa, il mio istinto di madre che per quanto nuovo e giovane sapeva guidarmi nel modo giusto.

Ricordo la felicità di aver lasciato l'ospedale e di portarti a casa, finalmente libera di viverci a modo nostro, senza nessun intervento esterno che mettesse bocca e mani sulla nostra intimità.
Ricordo la serenità ritrovata grazie alle parole del tuo pediatra che mi disse di non farmi dire da nessuno cosa fare e cosa non fare con te e di ascoltare il mio cuore che mi avrebbe guidato nel modo giusto, il più grande sostegno che abbia ricevuto in quel periodo tanto delicato.

E' stata dura per entrambi all'inizio, ma abbiamo sempre saputo ritrovarci in un abbraccio. Io ho sempre saputo chi eri e so che anche tu mi conoscevi già da prima del nostro incontro.

Sono passati 11 mesi, ho imparato tante cose in questo tempo passato insieme, ho capito che essere mamma è reinventarsi ogni giorno, è adattarsi, è organizzarsi ma essere sempre pronta a improvvisarsi.

Tu elettrizzi la mia vita.

giovedì 8 giugno 2017

8.6.17

Imparare ad essere mamma


Stiamo imparando, entrambi. Impariamo ad essere una mamma e un figlio.
Impariamo a capire noi stessi e l'altro.
Impariamo a capire i nostri limiti.
Scopriamo i nostri caratteri, ci alleniamo ogni giorno ad essere pazienti.
E' una cosa che accade ogni giorno, crescere. Riguarda tutti e due.
No, non basta dargli la vita per diventare mamma. Arriva e resti spiazzata, chiedendoti "e ora che si fa?".
Apprendi ogni giorno qualcosa in più di lui, e di te stessa.
Non sei da subito paziente, calma, bravissima... magari lo diventi con il tempo, a volte poco, a volte tanto.
Il modo di essere mamma non puoi studiarlo, non puoi programmarlo. Le mamme senza figli sono le migliori, non fanno mai errori, poi mamma lo diventi e capisci che le teorie bisogna metterle tutte da parte, buttarle, dargli fuoco, e partire da zero. Si va di pratica.
E allora si cambia, ci si evolve. Si mette da parte un po' di logica, un po' di aspettative, si deve imparare ad ascoltare e soprattutto ad ascoltarsi. A capire e stabilire una nuova scala delle priorità, essere pronte a metter via delle cose e a rispolverarne altre.
Ti lascio fare, ti lascio crescere, ti lascio vivere nel tuo modo mettendo da parte le mie paure soffocanti.
il coraggio lo prendo da te.
Noi, la mia priorità.

mercoledì 19 aprile 2017

19.4.17

Nato libero

Libero...
Ha voglia di scoprire il mondo il piccolo Leo.
Impunta i piedini e vuole stare in piedi e se casca si arrabbia.
Diventa sempre più forte, sempre più grande, giorno dopo giorno, e in braccio si fa fatica a tenerlo.
In braccio...
Mi mancano già i primi tempi, quando si addormentava sulla mia spalla, con la testa nel mio collo, così vicini da respirarci a vicenda. Ora se provo a tenerlo così scalcia, cerca di liberarsi dal mio abbraccio, sta scomodo.
Son contenta di aver passato pomeriggi interi seduta sul divano con lui che faceva la nanna sul mio corpo che gli faceva da letto perchè ora che non lo fa più mi manca tanto.
Capita di veder foto di bimbi di pochissimi mesi dormire sulla loro mamma, e una profonda nostalgia mi assale.
Vedere il mio bimbo crescere è meraviglioso, ora è consapevole delle sue azioni, dei suoi successi e quando fa qualcosa di nuovo si guarda intorno soddisfatto e orgoglioso in attesa di un incoraggiamento da parte di noi genitori, che ovviamente non tarda ad arrivare.
Cerca la sua indipendenza già nelle piccole cose e questo mi rende fiera ma mi fa sentire via via sempre meno indispensabile per lui.
Più cresce e meno ha bisogno di me, diventando meno mio.
Lo so, l'ho sempre saputo ancor prima di metterlo al mondo che i figli non ci appartengono però è difficile convincersi che quel legame così speciale e forte è destinato ad allentarsi. Una cosa è razionalizzare un rapporto ancor prima di viverlo, un'altra è starci dentro dalla testa ai piedi.
Il neonato Leo mi manca già, mi mancano le piccole tutine, le piccole manine che ora già sembrano quelle di un bimbo grande, i lineamenti goffi e ancora non definiti che si sono trasformati nel viso di un piccolo ometto, e altre cento cose.

C'è un momento però davvero speciale, unico, quando alla sera mi cerca, e  rotolando verso di me, seduti poi l'uno accanto all'altra, poggia la testa sul mio ventre e si addormenta. Il mio bimbo ora ha un po' meno bisogno di me, ma adesso, solo adesso, sceglie di starmi accanto.




martedì 28 marzo 2017

28.3.17

8 mesi e un pensiero per te


Non voglio sognare un tipo di futuro per te, voglio che tu sia libero di sognare il tuo futuro da solo, con i desideri che avrai, con i tuoi obiettivi, con i tuoi tempi. 

Cercherò di non avere aspettative, di non avere attese, perchè io sarò orgogliosa di te sempre, a prescindere da vittorie o sconfitte. 

Che tu sia libero di scegliere, scegliere quello che vuoi, che ritieni giusto. Ma non manchino mai tre elementi nelle tue azioni

  • Amore
  • Rispetto
  • Onestà

Mettici l'amore sempre, in qualsiasi cosa farai, senza risparmiarti, mai.
Ama con tutto te stesso, senza paure, senza riserve. Ama il prossimo e ama te stesso.

Rispetta. Tratta come vorresti essere trattato. Fatti valere, lotta per le tue opinioni, per i tuoi diritti ma ascolta e sii pronto a cambiare opinione. Cerca di imparare, chiunque ha qualcosa di buono da offrire.

Che tu possa avere tanti traguardi da raggiungere, ma sii onesto sempre. Non giocare sporco, non offendere, non ledere, non importi mai con la forza.

Potrai fare grandi cose o essere una persona comune. Ma se saprai metterci l'amore, il rispetto e l'onestà in tutto, allora sarai diventato un grande uomo.

domenica 12 marzo 2017

12.3.17

Primi dentini

primi dentini racconto

Un momento importante nel processo di crescita del mio bimbo, quello in cui iniziano a spuntare i primi dentini. Ora il suo sorrisone sembra quello di un dolce nonnino sdentato, con quell'unico incisivo inferiore che ha già un fratellino di pochi millimetri.
Mette in bocca qualsiasi cosa. Giochi, telecomando, telefono, piedini, manine, e prova ad azzannare anche me. Qualche giorno fa eravamo seduti sul divano e ad un tratto cerca di mordermi i fianchi...
Sì lo so che lì la mamma ha la ciccia ma Leo non farmelo notare!

Con i dentini sono arrivate anche le prime notti insonni. Povero bimbo mio, cattivi dentini, cattivi! Ma come osano far del male al mio bebè, all'amore di mamma?
Mi ha fatto tanto tenerezza vederlo piangere e soffrire. Leo è un bimbo che non piange mai, lui se vuole qualcosa si arrabbia, grida piuttosto ma non piange e invece in questi giorni piangeva e con lui il mio cuore. Ho sperimentato quel senso di impotenza, del non poter far nulla per far star meglio tuo figlio mentre lo vedi star male, è davvero una brutta sensazione. Certo sono consapevole che purtroppo in questo mondo ci sono madri che si trovano ad affrontare situazioni ben più complesse, ma ciò non toglie che vederlo in quel modo di sicuro non poteva lasciarmi indifferente.

E poi con il secondo dentino è arrivato il raffreddore, e la tosse e il male al pancino...

Il mio pensiero è andato a mia madre, a tutta quella pazienza, a quell'amore e a quella dedizione e a quell'impegno che ha messo per farmi diventare grande. Quanto si apprezzano i genitori quando si diventa genitori, quante cose si capiscono!

Ah il tuo bimbo dorme tutta la notte? Vedrai quando arriveranno i dentini!

Ma saranno state le gufate?

Sette mesi e due notti in bianco... dai Leo, non possiamo neanche lamentarci.

domenica 26 febbraio 2017

26.2.17

Mani in faccia

Si sveglia senza piangere, il piccolo Leo, se sta nel posto che più gli piace al mondo, nel lettone tra mamma e papà. Anche stamattina, domenica mattina, si è svegliato così, lui ovviamente prima di tutti, ma fare la nanna gli piace tanto quanto alla mamma e mattiniero non lo è per nulla.

Apre gli occhioni, si stiracchia e poi inizia a cercarci con le sue manine. Con una cerca la barba, l'afferra, ci gioca, a volte tira, dice il papà. Con l'altra sfiora il viso della mamma. E' delicato, sa esserlo quando vuole, manine che battono con energia sui giochi per farli suonare, ma che sanno muoversi con estrema dolcezza per fare le coccole. Mi fa strano che capisca la differenza alla sua età, eppure così sembra.
Stamattina mi ha accarezzata a lungo, eppure noi il gioco del cara cara non lo facciamo. Quella manina andava dalla fronte al mento, con leggerezza, con sensibilità, mentre i suoi occhi cercavano i miei, in attesa che li aprissi. Non lo vedevo ma sapevo che mi stava osservando.
Mi sono goduta le coccole per un po', poi ha iniziato a chiedermi di svegliarmi, a modo suo, senza parole e senza lacrime. Leo tira, e afferra, gioca con il mio naso. Quanto gli piace il mio nasone.

Da quando c'è lui mi sembra che i miei difetti abbiano un senso. E il nasone della mamma diventa un segno distintivo, un modo per farmi riconoscere da lui. Lo tocca per svegliarmi o quando vuole addormentarsi con quelle manine sporche di ogni cosa. E poi c'è il mento, il mio mento pronunciato
che spesso prova a mordere, come fa con i giocattoli per farsi i dentini.

Gli piace dormire faccia a faccia, occhi negli occhi, con i nostri respiri che si uniscono. A volte penso alle mille cose da fare e che quella sua voglia di dormire insieme durante il giorno mi porti via il tempo che potrei dedicare ad altro. Mi obbliga a fermarmi quando non potrei, quando credo di non potermi fermare. Ma lui è lì e mi costringe a rallentare, a godermi i silenzi, gli sguardi e una serenità che arriva e trascina nella nanna anche me.

Mani in faccia umidicce perchè sono sempre nella sua bocca. Mani pagnottose e calorose. Mani delicate e affettuose, le mani del mio bimbo. Le coccole più belle al mondo.






martedì 21 febbraio 2017

21.2.17

Un figlio ti completa... ma anche no!

Prima di diventare mamma Sabrina, sono stata solo Sabrina per molto tempo. Mamma lo sono diventata superati i 30 e a distanza di ben 3 anni dal matrimonio, vi lascio immaginare quindi quante volte mi abbiano rivolto la domanda "ma quando lo fai un figlio?".

Quando ero solo Sabrina, e mi andava bene di essere solo Sabrina perchè nel mio futuro immediato figli non ne immaginavo, e nemmeno in un futuro più remoto, la motivazione principale che mi davano per invogliarmi a riprodurmi era che un figlio completa la donna. Questa frase era quella che più mi dava fastidio perchè sentivo che chi la pronunciava, dall'alto del suo essere genitore, si sentiva migliore, più donna di me solo per aver generato un altro essere umano, nient'altro.

Io non mi sono mai sentita una donna a metà, e ora da mamma, non credo che la Sabrina di prima fosse più o meno completa di quello che sono ora.
Io, da mamma, non sono una persona migliore di prima.

Il mio bimbo mi ha fatto rivalutare la mia capacità di amare, che non credevo potesse essere così grande.
Il mio bimbo mi fa sorridere per le cose più stupide. Ho gioito per un pernacchietto, per una pappa finita, o per un caccone che mancava da giorni.
Il mio bimbo a volte fa sentire bimba anche me. Quando gli parlo con una voce stupida, quando gli faccio le smorfie, quando lo porto in giro per casa tenendolo per la pancia in posa da superman.
Il mio bimbo mi ha fatto scoprire i miei limiti. Non posso fare tutto quello che mi prefisso di fare, a volte devo scegliere se fare questo o quell'altro. Spesso scopro anche i limiti della mia pazienza, e ahimè sono piuttosto ristretti.

Ho conosciuto pregi e difetti che prima non sapevo di avere. E forse ora so qualcosa in più di me. Ma no, non mi sento diversa da prima. Mamma Sabrina è ancora Sabrina, solo che adesso c'è Leo.


Un figlio ti dà un carico di responsabilità in più ma non ti rende più matura.
Un figlio ti arricchisce di un nuovo amore, un amore unico, che riempie il tuo cuore, ma non ti completa come donna.

Come mamma mi sento più ricca, di una di quelle ricchezze che non si ottengono con il lavoro e il sacrificio, ma di quelle che capitano. Leo è il mio scrigno di monete d'oro nascosto da un pirata e poi dimenticato. Leo è la mia fortuna, la più grande, e se non lo avessi avuto sarei stata meno ricca, ma meno donna no, questo mai.

venerdì 10 febbraio 2017

10.2.17

Le super mamme

Mamme e figli, una gara continua a chi è più brava e a chi ha il figlio più. Più intelligente, più bello, più attivo, più buono, più sveglio, più precoce...
Qualche tempo fa ho letto una frase non so dove su cui concordo tantissimo che recitava più o meno così I figli non andrebbero paragonati ad altri bimbi loro coetanei, ma con loro stessi per poter valutare i progressi che riescono a  fare in base alle loro capacità e ai loro tempi.
Se è quindi giusto paragonare un bimbo a se stesso rispetto a com'era in passato e non rispetto a com'è in confronto ad altri, forse anche le mamme dovrebbero fare la stessa cosa, paragonarsi non tra loro ma con sè stesse rispetto a quando non erano mamme o a quando erano agli inizi.

-Io sto con il mio bimbo 24/7
-Io lavoro e quando torno mi occupo del mio bimbo
-E che devo dire io che ne ho due?
-Prova con tre allora!
-Già, e vedi con 4.
-Io ho i gemelli, fate voi!

Insomma c'è sempre chi fa di più, c'è sempre chi sta sopra alle altre.

La verità è che il dono dell'ubiquità non ce l'ha nessuna e che le ore in un giorno sono 24 per tutte.

Se sei a lavoro e fuori casa 10 ore al giorno, quelle 10 ore non le passi con il tuo bimbo. Non lo nutri, non lo porti al parco, non lo lavi, non ci giochi, non lo coccoli... lo fa qualcun altro per te in quelle 10 ore.
Se sei sempre con lui fai le cose di cui sopra no stop, ma non puoi essere a lavoro e guadagnare per comprare le cose che gli servono. Non ci sono se e ma, o si fa una cosa o se ne fa un'altra, o si è in un posto o in un altro.

La mamma più brava non esiste. Non ci sono super mamme, ci sono donne normali che in determinate situazioni tirano fuori la super mamma che è in loro.

Prima di diventare mamma mi chiedevo dove avrei trovato il tempo e le energie per occuparmi di un bebè e se sarei riuscita a continuare a fare questo e quell'altro senza rinunce.

La verità è che se voglio godermi il silenzio, lo faccio quando tutti dormono rinunciando a qualche ora di sonno.
Se voglio truccarmi prima di uscire, evito di sistemare casa e lo faccio quando torno.
Se voglio stare al pc, non guardo la tv.
Se voglio guardare la tv, dopo non ho il tempo di leggere un libro.
Insomma o faccio una cosa o ne faccio un'altra.
O mi coccolo il mio pupazzolo o ho la casa perfettamente in ordine. ...e la mia casa spesso è un disastro!

Fare tutto non riesco, non contemporaneamente. Non posso dormire 8 ore, pulire da cima a fondo casa, prendermi cura del mio bimbo coccolandolo quanto richiede (tantissimo!), essere perfettamente truccata, stare al pc e leggere e guardare la tv e... tutto insieme, tutto in un giorno. Faccio quello che riesco, con i miei tempi, con le mie soluzioni, con le mie scelte, con i miei equilibri.

L'equilibrio. Trovare un equilibrio tra le cose che devo fare e il tempo da dedicare ad esse è questo che mi fa sentire una supermamma.

le super mamme

Ogni mamma è super a modo suo. Io mi sento supermamma quando in 50 minuti mi lavo, mi vesto, preparo il pupo, la sua borsa con le pappe e pannolini e peluche e giochi, e porto giù il passeggino, poi l'ovetto e poi risalgo e prendo lui e non mi mancano rossetto, orecchini e una spruzzata di profumo con il mio ometto in braccio che è bello come il sole. Prima i 50 minuti non bastavano neanche per me da sola.

Io ero un bradipo, io sono un bradipo, ma mamma bradipo riesce a fare cose che non pensava potesse fare. Mamma bradipo ha superato le proprie aspettative, mamma bradipo ha superato sè stessa. Mamma bradipo, mamma Sabrina, è una super mamma, a modo suo e non tutti i giorni, come ogni super mamma al mondo!

sabato 4 febbraio 2017

4.2.17

Lettera al mio bimbo


Dovrò spiegarti il mondo, un giorno.
Quello che saluti ogni mattina con il tuo sorriso più bello, pieno di gioia e voglia di vivere.
Dovrò disilluderti e raccontarti che non tutte le persone sono buone e che ti puoi fidare solo di pochissime di loro.
Sarà difficile dirti che quell'allegria che regali a chi ti incontra, cercheranno di portarla via, di spegnerla. E lo sarà ancora di più spiegarti che non tutti saranno fieri di te o ti ameranno a prescindere da ogni cosa, come fanno la tua mamma e il tuo papà.

La mamma, dono e condanna. Il dono di avere qualcuno che ti ama e ti amerà incondizionatamente, senza chiederti mai nulla in cambio. La condanna di avere la certezza che mai nessuno al mondo potrà amarti di più, anche se vorrei fortemente che chiunque t'amasse quanto t'amo io.

E saranno rari i complimenti e ancor meno frequenti parole d'incoraggiamento.
Ma tu sarai bravo Leo, tu puoi farcela Leo, sempre, in ogni occasione.

Sarà mio compito temprare il tuo carattere, e fortificare le tue spalle per poter resistere a tutto questo, quando sarai fragile e ragazzino, e quando sarai grande e uomo.

Ti chiederai forse perchè ho scelto di farti conoscere l'universo, se la vita è tanto dura e a volte difficile, se c'è sempre chi prova a farti sentire niente, se l'amore, quell'amore che ora credi sia in chiunque, in realtà è custodito solo in pochi cuori. E' perchè il mondo è un posto straordinario, amore, e ti auguro di scoprirne ogni segreto, ogni mistero e di goderne delle piccole gioie che regala perchè ognuna di esse, anche la più piccola, è un effimero momento di felicità che ti porterai in eterno.

La tua mamma.

martedì 31 gennaio 2017

31.1.17

Padrone, esci fuori!

giochi per casa

Senza fretta ma con tanta voglia, ho atteso il momento in cui Leo iniziasse a giocare. Ad afferrare sonaglini e tenerli per farli suonare, a star seduto giocando con un peluche, o una tastiera, o un qualsiasi gioco musicale e ora lo fa, eccome se lo fa, e gli piace anche tanto.

Vederlo giocare è, come ogni cosa, molto emozionante per me. Vedo che il mio bambino impara, apprende ed escogita nuovi modi per avvicinare a sè ciò che vuole. Ovviamente, data l'età, finisce tutto in bocca. Con quella boccuccia assapora il mondo, assapora la vita, batteri inclusi... me ne faccio una ragione.

Ma dove stanno tutti questi giochini?

Casa nostra è diventata a poco a poco sua quando era ancora in pancia a dar calcetti. Per prima cosa arrivò il magico trio, passeggino, ovetto e navicella, e già lì mi resi conto che il mio bimbo non avrebbe occupato solo i nostri cuori, ma anche i nostri spazi. Fu poi il momento del fasciatoio, un cacaturo che occupa mezzo bagno, ma che si è rivelato utilissimo, salva schiena.

All'inizio i suoi abitini erano nel mio armadio ma nel giro di tre mesi ne abbiamo preso uno tutto suo, finito in quella che un giorno sarà la sua cameretta, adibita ora a lavanderia/studio.
Poi il lettino, a 4 mesi, quello con le sbarre, davanti al nostro letto. Quasi a 5 mesi ecco tra noi il sediolone, piazzato in camera da pranzo/salotto, ingombrante a livelli allucinanti, fastidioso, difficile da spostare, lo odio, ne avrei fatto a meno.

- Ma prendiamo quello dell'ikea, 15 euro, non occupa 'n cazzo e passa la paura. Si sposta con un soffio.
- Noooo, è scomodo! Vedi, questo si abbassa, può fare la nanna, può giocarci, può...

Ok, sediolone preso, caro maritino, hai vinto tu. Ma sto coso davanti alle scatole gli darei fuoco un giorno sì e l'altro pure. E poi lo odia pure Leo. "Ci può fare la nanna, può starci seduto..." certo, come no. Ci mangia e poi vuole fuggire da lì! - Avevo ragione io, Ikea was better!

E allora sti giochini?

All'inizio pochi, qualche sonaglino in plastica e qualche orsetto sonante. Stava tutto insieme a lui, nella sua navicella. Non se li filava per niente.
Poi ha iniziato ad afferrare le cose...

- compriamo i peluche, quelli così che li prende facilmente e gli piace giocarci.

Peluche presi. E' arrivato prima Pippo, poi Nemo, poi quelli parlanti.
L'esplosione dei giochi c'è stata a natale. Con batteria, pianole, altri peluche, altri sonaglini e la pedana multiattività. Che bella la pedana multiattività occupa mezzo divano.
Dove stanno tutti questi giochini? Sparsi per casa. Ma soprattutto sul divano. Batteria, pedana, pianola, peluche, immancabili Pluto e Pippo i suoi sbavoni preferiti e compagni di nanna.

Ma lui gioca, si diverte, è felice e lo sono anche io mentre guardo la tv seduta sulla sedia perchè il divano ormai è suo. Suo.

Casa nostra... Ormai siamo ospiti in casa del nostro bebè. Dice che se facciamo i buoni ci permette di dormire nel lettone, insieme a lui ovviamente, sì, magari un po' di spazio ce ne lascia.

E sono sei mesi. Solo sei mesi.

Cosa fa un figlio? Riempie la vita. Sì, in tutti i sensi. In tutti i modi e tu genitore puoi solo ringraziarlo dei piccoli spazi che ti concede.




lunedì 30 gennaio 2017

30.1.17

Mamma web

Perchè se una zia, nonna, cognata, sorella, cugina o parente qualsiasi osa dare consigli, chiaramente non richiesti, su come tu donna dovresti crescere tuo figlio, ti trasformi in un razzo missile con circuiti di mille valvole e lanci raggi laser che sembran fulmini. Poi però di nascosto, al buio, manco stessi guardando youtett, voli su pianetadonnamammifera o qualsivoglia sito simile come alMucca, a cercare risposte su come fare quello o quell'altro, banalità certo ma leggi i pensieri di sconosciuti. Sconosciuti.


mamma web


E così una domanda tira l'altra, e macini pagine e pagine di articoli per neomamme o post scritti da altre mammepazze come te che si pongono gli stessi (più o meno)  assurdi quesiti.
Mio figlio caca poco? Caca troppo? Non caca, perchè?
Respira, è normale?
Piange troppo, non piange mai... Non lacrima.
Cosa fare in caso di rigurgito se non sei a casa. E il pannolino? E la nursey al centro commerciale, sì o no al cambio fuori?
Ma la tisana? Finocchio, camomilla o spritz?
Cresce poco, è un gigante, è un nanetto, dorme poco, dorme sempre...
E la tv? Un'ora al giorno? Solo nel weekend? O dopo i tre anni?
Ma soprattutto, sti bimbi sono in garanzia per 24 mesi, vero?

Perchè il web? Perchè le tue domande sono folli, lo sai, e se chiami all'unico vero Angelo Custode, detto pediatra, magari alle due del mattino, ora in cui sei assalita da tutti questi dubbi amletici mentre lui ronfa indisturbato nel suo lett... (sì, certo), nel tuo letto, ecco, quell'uomo potrebbe mandarti al diavolo con tutte le ragioni dalla sua parte.

E allora che si fa? Googli!

Ma lo vogliamo buttare questo internet? Serve a qualcosa?
Dipende. Sì dipende, perchè la maggior parte delle volte trovi solo shit, ma altre invece un aiuto te lo dà davvero.
Settembre 2016, ero nella situazione che: oh il pupo non caca. Si chiama il pediatra, latte consigliato euro 35 per scatola da 600 grammi... quindi 70 eurozzi a settimana, e ti porto da Cracco a mamma se devo proprio spendere sti soldi. E allora leggi di qua, leggi di la, al massimo non caca per un altro giorno, proviamo sto latte va e così trovai quello giusto che faceva davvero cagare e Leo crebbe ciccioso e con intestino pulito. Zero coliche, sì al bifidus. E pure con la benedizione dell'angelo.

Ma oggi? Leo non beve. Eh già, svezzamento.
Mamma ma io sono un ometto ormai, sei mesi ho, sei dico, ancora biberon? Maddai che figura, i miei coetanei poi mi prendono in giro e c'è la bimba al piano di sopra che lei ha un anno, uno mamma, e mi guarda, non posso mica passare per poppante, sono un ometto io!

E allora che si fa? La mamma di AlMucca dice che ha provato con un frappè. Ma sì proviamo. Il latte lo beve, quello suo di sempre, la frutta la mangia, se la metto insieme cosa vuoi che succeda.

Leo labbra serrate ha detto no.

Ah, aspetta, la tipa lì ha scritto che ha provato a dare il latte con il cucchiaino. Ok, proviamo anche questa.
Ed eccolo lì, tutto docciato, che poi a prendere un cucchiaino e farlo bere con quello mi sento anche ridicola.
No web, ti consulto dalla gravidanza ma stavolta hai scoglionato.
E io scema ho pure fatto il bagnetto al latte al mio bebè, manco ne avesse avuto bisogno!





mercoledì 25 gennaio 2017

25.1.17

Il tesoro della mattonella

Mia nonna Maria viveva in una casa con soffitti alti e grandi finestre, sole due stanze con bagno e cucina esterni, su un balcone trasformato in veranda. La casa era vecchia, su un borgo antico, ma curata e ben tenuta, si respirava amore per le persone e per gli oggetti che c'erano dentro, e ogni cosa aveva una sua storia.
Il pavimento era di quelli a macchie, piastrella beige con punti più o meno grandi quanto lenticchie di colori tra il marrone e il nero.

il tesoro della amttonella - fiaba bimbi

Tra il balcone e la camera da letto, c'era una mattonella speciale. In mezzo alle varie lenticchie di quella piastrella magica, ce n'era una in vetro attraverso la quale si poteva vedere qualcosa di non ben definito, e le cose non ben definite, quando si è piccoli, spalancano le porte alla fantasia.
Quando notai la mattonella con la lenticchia di vetro creai la mia prima storia, la mia piccola fiaba che raccontavo alle cugine chiamate a raccolta a fissare quel pezzetto incantato.

E mentre tre bimbe fissavano il pavimento, narravo che sotto a quel vetrino si nascondeva un tesoro. Un tesoro celato da chi abitava la casa prima di mia mamma e le sue sorelle, prima di mia nonna e prima ancora a chissà quanti altri.
Mi ero così convinta che la mia storia potesse essere vera, nonostante l'abbia inventata io, che provai più volte con l'aiuto delle mie cugine a rompere quel vetrino per tirar fuori lo scrigno segreto.

Il tesoro della mattonella è stato indubbiamente uno dei miei giochi preferiti da bambina di cui ho un vivido ricordo, eppure non era nulla se non pura fantasia, storia e immaginazione.

Oggi c'è Leo e anche lui inizia ad avere i suoi giochi speciali. Tra decine di giochini elettronici, luminosi, pupazzi parlanti e sonaglini, nulla può superare la sua fantasia. I giochi che si sceglie sono semplici, e non sono per niente giochi. Un involucro vuoto di una merendina che stringendola tra le mani fa una musica bellissima. O la busta dei dischetti di cotone sul fasciatoio che tenta di tirar giù e di afferrare.
Se non avessi la possibilità di comprargli dei giochi veri sono certa che il mio bimbo neanche se ne accorgerebbe perchè per lui è tutto gioco e scoperta. Il mondo è totalmente nuovo ai suoi occhi e ogni cosa ha il suo mistero, il suo fascino.

Puoi comprargli qualsiasi cosa, anche il giocattolo più bello, ma i giochini preferiti saranno sempre i più impensabili e rigorosamente scelti da lui.

I più letti

Instagram Photos

Chi sono

Sabrina

Elaboro le emozioni mettendole nero su bianco e lo faccio da quando a nove anni mi fu regalato il primo diario segreto. Ho spostato i miei pensieri dalla carta al web e nel 2005 ho creato il primo blog. Mamma da luglio 2016 di Leonardo, un ometto puzzoloso. Sabrina.

Contatti

Vuoi scrivermi? Manda una mail a: memoliy84@gmail.com Oppure scrivimi sui social.
follow me
pulsante facebook instagram

Statistiche

Visualizzazioni

Lettori fissi

Newsletter